El profesor ha un piano perfetto: la rapina più grande della storia alla Zecca di Stato, il sogno di ogni rapinatore. Così il misterioso professore raduna un team di otto professionisti del crimine per mettere in piedi un piano incredibilmente minuzioso per il quale sarà necessario un lungo addestramento. I rapinatori, ognuno con diverse professionalità, ha come nome in codice un nome di città: così Berlino, Tokyo, Denver, Nairobi, Rio, Helsinki, Oslo, Mosca e Stoccolma diventano le mani della mente del professore.

La casa di carta è senza dubbio una delle migliori serie degli ultimi mesi, con una trama avvincente e dagli impeccabili tempi thriller – tranne qualche piccolo buco nella trama – racconta la storia degli ultimi che si ribellano a un mondo che non ha mai avuto spazio e tempo per loro e che adesso vogliono prendersi tutto quello che (non) gli appartiene. Il bello di questa serie spagnola è l’incredibile complessità narrativa che crea un mondo dentro i confini di un edificio, la Zecca di Stato appunto, e si snoda in dieci sotto-trame, quelle dei suoi protagonisti ovvero gli otto rapinatori, il professore e l’ispettore Raquel.

In particolare, a colpire per l’elaborazione e la delicatezza narrativa, è il personaggio di Berlino che mi ha fatto innamorare come pochi personaggi hanno saputo fare. Il cinico psicopatico che regge sulle sue spalle l’onere di contenere le follie e i temperamenti estremi dei suoi compagni, del tutto incompreso da loro e dal pubblico, ci porta a un finale da togliere il fiato. Controverso, Berlino non è una brava persona, anzi forse è quello più sporco del gruppo su cui continuiamo a ricrederci e a ritornare perché, in fin dei conti, è quello che più ci somiglia. Cattivo, compassionevole, spregiudicato e determinato a tenere insieme i pezzi di un sogno non suo che vuole però avverare con tutte le forze che ha in corpo. A qualsiasi costo.

In un equilibrio squisito tra azione e dramma, ci affezioniamo a tutti i cattivi scoprendone le storie intime scoprendoci dalla loro parte. La parte degli ultimi, uno scontro che appare invincibili di Davide contro Golia. Uno stato lontano, indifferente e drammaticamente spietato contro il desiderio rivoluzionario e liberatorio di un pugno di uomini che ha avuto l’ambizione di sfidare un mondo dove tutto è deciso al canto dell’italianissima Bella ciao.

 

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