Christine si è scelta da sola il suo nome, Lady Bird, nell’atto adolescenziale e rivoluzionario di essere lei a determinare il suo destino e non i suoi genitori. Un destino che vorrebbe fosse lontano dalla piccola Sacramento e proiettato sulla east coast.

Lady Bird si muove così bella sua adolescenza sospinta tra le idee pratiche della madre che l’iscrive a un liceo cattolico e i suoi desideri di evasione e di diversità, di non accontentarsi di Sacramento e dei suoi drugstore, delle serate a bordo piscina di provincia. Un’adolescenza come tante, eppure a modo suo unica, guidata dalla sua esuberanza lungo le scoperte che ogni ragazzo compie naturalmente: il sesso, l’omosessualità, l’amicizia, il desierio di essere accettati, la rottura con i propri genitori. E Lady Bird ha proprio questo pregio: è un film dal gusto indie iconico nel suo raccontare una storia di formazione che, nella sua assoluta semplicità narrativa, non è banale.

Greta Gerwing compie piccole e silenziose rivoluzioni nel genere segnando, in maniera però netta, un cambiamento di passo nei teen movie. Il personaggio femminile, protagonista, non è presa dall’isteria di scappare, quanto più dall’assoluta determinazione di prendere il mano il suo destino al di là della sua condizione umile. Lady Bird è un’icona rock, liceale dai capelli tinti e dalla disobbedienza allegra, che appena compiuti diciotto anni compra PlayGirl e un pacchetto di sigarette, per celebrare simbolicamente la rottura dei tabù. Un personaggio di adolescente donna che fuma, poggiata al muretto, guardando uomini-oggetto nudi è un’immagine impensabile per la tradizione filmica del genere. Così come il coming out discreto di Danny che ammette di non sapere come dirlo ai suoi genitori, in una scena piena di dolcezza, infrange i confini di un racconto spesso banalizzato di un “non mi ama perché gay” trascurando le complessità di un passaggio tanto delicato come la consapevolezza della propria sessualità che deve anzitutto prendere nel campo narrativo i sentimenti dell’altro.

Lady Bird è un piccolo gioiello, il racconto di tutti noi, adolescenti insoddisfatti di Sacramento.

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