Egon Schiele è un giovane artista ossessionato dall’arte e dal corpo nudo. Corpi nudi sgrammatica e spigolosi, pose desuete, nudità che scandalizza i benpensanti e non solo. Cosce dischiuse, sessi madidi, bambini nudi. Egon Schiele ritraeva quanto attirava la sua attenzione e sfuggiva a tutti i consigli sensati, anche a quello del mentore Gustav Klimt.

Il film si costruisce intorno al sesso e allo scandalo, lì trova il suo centro fin dalla prima sequenza dove si allude con prepotenza d’immagini a un rapporto incestuoso tra Egon e sua sorella minore. Il sesso e lo scandalo hanno caratterizzato l’artista in vita e qui si riversano nella pellicola che segue maliziosa le avventure amorose, le piccole crudeltà e l’intimità del genio offrendo uno spaccato parziale ma affascinante.

Si tratta di una storia di un’ambizione, quella di Egon, che sull’altare del talento e dell’arte sacrifica il suo grande Amore Wally. L’amore profondo e complice di Wally alimenta l’ispirazione di Egon, senza riuscire mai a dissetarlo del tutto, così che lui le preferirà una piccola rendita derivante da un matrimonio di convenienza per poter continuare dipingere.

Non esiste un lieto fine, anche Egon lo sa. Lui ha risucchiato la linfa di Wally senza averle potuto dare in cambio niente se non un’eterna giovinezza, ma su tela, non al suo fianco. Così, iconicamente, lui diventa Morte per lei nell’unico dipinto che li ritraeva insieme.

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