“Volevo uccidermi, ma ho fatto cilecca. Nel caso dovessi sopravvivere ci riproverò.”

Nel 1980 Vincent Van Gogh si spara un colpo di pistola nello stomaco in un campo di grano e muore dopo due giorni. Ha scritto una lettera d’addio Vincent, indirizzata – come sempre – a suo fratello Theo, ma questa non è giunta mai a destinazione. Il postino Roulin, unico vero amico di Vincent, è determinato a consegnare quell’ultima lettera e incarica il figlio Armand di consegnarla di persona. Così Armand, giovane uomo, intraprende un viaggio che lo porterà a ripercorrere gli ultimi giorni e un po’ di vita di quel pittore grande e tormentato.

Loving Vincent è un capolavoro per gli occhi dove cinema e arte si incontrano per raccontare una delle pagine più dolorose dell’arte moderna, quella della vita di uno dei più grandi artisti della storia dell’uomo. Un artista che ha conosciuto la depressione e passioni violente, una artista le cui opere adesso raggiungono i 63 milioni alle aste ma che, mentre era in vita, giacevano invendute nelle sue stanze.

Vincent era un uomo solo che faticava a trovare un suo posto nel mondo. Profondamente incompreso, dilaniato dalla malattia che cercava di arginare con anni di infruttuosa psicoterapia e deriso dai suoi contemporanei, additato come strano e pazzo, emarginato e preso di mira perfino dai ragazzini.

La storia del genio si ripercorre con grande delicatezza attraverso gli stessi occhi di Vincent e delle sue opere, così i personaggi di questa storia sono tutti tratti dai suoi ritratti facendo prendere forma a visioni ed esperienze dell’artista. Un’opera imponente, completamente disegnata a mano da oltre cento artisti sulle musiche del talento di Clint Mansell, compositore per Requiem for a dream, Il cigno Nero, Stoker. Lo spettatore compie un viaggio interiore nel mondo profondissimo di Vincent Van Gogh attraverso l’esperienza del giovane Armand che cambia progressivamente sentimenti verso l’artista scomparso. Infatti, nella sua ricerca, passa dal definirlo “il compianto” a “un amico di mio padre” e infine “il mio amico Vincent”.

Un film che riempie gli occhi da meraviglia e che è capace di commuovere profondamente attraverso le parole delle lettere dello stesso Vincent, un colpo al cuore per chiunque ha mai sofferto la solitudine.

“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempesta terribile, ma non hanno mai trovato questi pericoli, una ragione sufficiente per restare a riva.”

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