In un futuro non troppo lontano gli uomini hanno deciso di riprendersi il controllo degli U.S.A. Dopo il susseguirsi di alcuni atti di terrorismo il governo ha richiamato importanti misure speciali temporanee per proteggere i cittadini statutinens colpiti dalla sterilità, dall’inquinamento, dal crollo demografico e da un PIL procapite più basso che in passato. Presto le parole hanno assunto nuovi significati, e la religione ha assunto un ruolo decisivo: ma non c’è niente di spirituale nelle misure adottate da questa nuova società. Alle donne sono stati confiscati i beni ed è stato dichiarato illegale per loro possederne. Sono state scremate tra sterili e feconde e quest’ultime sono diventate l’avamposto della riproduzione della specie. Schiave, bestie da ingravidare. L’omosessualità è diventato reato di gender.

The handmaid’s tale è uno dei prodotti cinematografici più interessanti del 2017, con una fotografia in stato di grazia di Colin Watkinson (giovane talento luminoso per ore relegato al commercial), capace di raccontare attraverso un racconto estremo e forte l’attuale ondata di gender discrimation in occidente. Perchè dietro una storia che ci può apparire lontana c’è una critica molto forte alla società contemporanea dove l’orologio biologico della donna è un argomento di cui discutere a cena e oggetto di campagne pubblicitarie del Ministero della Salute italiano dove, con una clessidra tra le mani, si ricorda alle donne che non saranno fertili per sempre. L’ostruzionismo reale alla possibilità di abortire o di interrompere una gravidanza, gli obiettori di coscienza che in alcune zone d’Italia costituiscono il 99% dei medici a disposizione, l’impossibilità di coppie omosessualità di adottare un figlio o di ricorrere all’inseminazione artificiale, il gender gap salariale,  sono la nostra realtà.

Un racconto duro e perfetto riesce a racchiudere in una singola scena il racconto più forte del nostro occidente: la Cerimonia. In altre parole l’atto riproduttivo. La donna ricca e sterile deve tenere bloccata per i polsi la donna da riproduzione, perfettamente vestite e immobilizzate, mentre l’uomo si abbassa distrattamente la patta e infila il pene eretto. é qui che si consuma l’atto finale dove sia la Padrona e la Schiava, in altre parole sia la donna che sceglie la sterilità che quella che sceglie la fecondità, sono violentate da un uomo disinteressato che in base alle loro decisioni riproduttive le punisce per essere donne.

Sconsigliata ai cuori deboli e a chi rifiuta di credere che il femminismo, nel 2017 e in occidente, non è una parolaccia.

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