Ray Kroc fa il rappresentante e vende frullatori, tavoli pieghevoli, bicchieri e ogni genre di rivoluzionaria corbelleria gli anni ’50 abbiano potuto partorire. Ha costruito un tetto sopra la testa di sua moglie e i soldi non mancano, ma Ray vuole la grandezza, vuole la svolta, vuole credere con forza indomabile che il sogno americano è possibile anche per lui.
Un giorno si imbatte nel sistema “espresso” della paninoteca dei fratelli McDonald e punta tutto sul franchising del loro locale, attingendo, rubando, insistendo, creando, aspirando, manovrando e anche mentendo. Ray Kroc racconta davanti allo schermo l’animo duale di uno dei più grandi imprenditori di questo secolo, il nome dietro la più grande catena di fastfood al mondo.

The Founder è un film calibrato, capace di raccontare senza sbilanciarsi nè verso le luci nè le ombre, la grande e ingombrante personalità di Ray Kroc, supportato dal one man show di un incredibile Michael Keaton.
Un film goloso, che indugia sugli hamburger sfrigolanti e le patatine croccanti, sui cetriolini e sull’attenzione al dettaglio raccontando l’idea dietro l’hamburger più celebre al mondo. Un film che fa venire fame con gli occhi e si guarda certamente dal disintermediare il sogno dietro il panino da cosa McDonald’s è oggi. Però, e questo va detto, il film non è su McDonald’s, ma su Ray Kroc e racconta in maniera asciutta e coinvolgente la dualità di un personaggio contraddittorio, in bilico perfetto tra il genio dell’intuizione e la poca correttezza di un imprenditore senza molti scrupoli che basa il suo business non sul panino, ma sull’immobiliare e in maniera – sembrano dire numerose denunce in tutta Europa di quest’ultimo anno – anche non del tutto corretta.

é affascinante vedere come dietro la M dorata, i miei archi dorati, non ci siano davvero – o del tutto – i fratelli McDonald’s, quanto un uomo con un altro nome, un uomo il cui cognome non vende: Ray Kroc. In un mondo di modelli utopistici e positivissimi, un grande imprenditore che non è al contempo un grande uomo. Un genio, ma non investito delle qualità del condottiero greco: non c’è più bravura e bellezza, il nostro eroe ha intuito e stoffa, ma scarta via la moglie – troppo modesta per stargli al fianco – e inganna chi gli ha dato fiducia. Ray Kroc amaramente ci insegna che nella vita ci sono moltissime persone di talento che hanno fallito, o persone che lavorano tanto e capaci che non sono nessuno. Quello che fa la differenza è la perseveranza. E Ray Kroc ne ha tantissima.

 

So che cosa vi chiedete. Come fa uno di 52 anni, attempato, che vende frullatori per milkshake, a diventare il fondatore di un impero del fast food con 1600 ristoranti e un fatturato di 700 milioni di dollari? Una sola parola: perseveranza.

 

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