Ben Cash vive nei boschi, con la sua famiglia numerosa. Ben cresce i suoi figli addestrandoli fisicamente con la caccia, la pesca e allenamento fisico e intellettualmente, facendogli leggere e comprendere, davanti il fuoco scoppiettante, la filosofia, la sociologia, la medicina, la fisica quantistica e la grande letteratura. Dormono sulla schiena guardando il cielo stellato e non ci sono telefonini a distrarli dal parlare con l’altro. Ben – insieme a sua moglie – ha cresciuto i suoi figli secondo dei precetti ideali lontani dalle pigrizie del nostro mondo corrotto e in mano alle grandi corporazioni. Un evento importante, però, chiamerà Ben fuori dal suo Eden e con i suoi figli, sarà costretto a un viaggio attraverso tutto quello a cui lui è contrario.

Matt Ross confeziona un film superbo, costruito per paradossi ed estremismi er dibattere sul più attuale dei temi: come crescere i nostri figli? Così la vicenda si snoda tra due poli in costante gravitazione lessicale: il mondo idealeil mondo reale, pronti a scontrarsi, a collimare, ad auto-negarsi e anche a distruggersi. Così la concezione di educazione di Ben basata sull’onestà totale con i propri figli, la rigidità dell’istruzione, la negazione delle vanità e il rafforzamento del corpo viene continuamente ribaltata agli occhi dello spettatore che ora la giudica migliore, ora la giudica peggiore. Tutto sorretto da un sense dello humor aspro e schiacciante, condotto dal fulcro del film, un meraviglioso Viggo Mortensen.

Può Platone aiutarci a conquistare una ragazza? O forse è meglio sedurla con Marx? Al contempo è vero che come potremmo esprimere le nostre passioni senza conoscere Lolita, senza poter percepire quel fuoco dei lombi? Un genitore non può proteggere per sempre un figlio, può solo accompagnarlo alla soglia dell’età adulta, fornendogli tutte le armi che crede possano aiutarlo nell’affrontare la vita.

Forse non esiste un modo perfetto di farlo, un modo corretto. Ho letto da qualche parte che i figli sono fatti per sopravvivere ai propri genitori e forse è questo il punto nevralgico del film. I figli sopravviveranno alle imperfezioni dei propri genitori, qualunque istruzione abbiano scelto per loro. Perchè siamo imperfetti, e faremo soffrire e renderemo felici i nostri figli. Quello che importa sarà, probabilmente, avergli insegnato che li amiamo e che per loro ci saremo sempre.

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