Festa in piscina nel Bronx, negli anni ’70. Costumi interi con generosa trasparenza, zeppe e plateau, capelli afro, camicie sbottonate, petti villosi, collane d’oro. Irving Roosvelt ha un riporto abbastanza elaborato e non è in perfetta forma fisica. Ma ha qualcosa, la sua sicurezza in sé, quella spavalderia, che rapisce subito la bella Sydney, cioè, ehm, Edey, Lady Edey. Va bene, insomma, lei. Ed entrano in affari insieme. Affari poco leciti. Truffe.

Con un ritmo incalzante sulla colonna sonora scatenata di Danny Elfman, O’ Russel racconta l’America degli anni ’30, o forse quella di oggi, tra scollature vertiginose, immigrati di seconda generazione, neri, italiani, mafia, truffe, politica, ambizione, polizia. E lo fa in modo inedito e soprattutto con uno humour che non manca mai di sorprenderci in flagrante risata. Con un cast che da vita a personaggi strepitosi, spiccano senza dubbio Christian Bale per il suo Irving e Jennifer Lawrence per la sua scoppiata, scoppiatissima, Rosalyn. I suoi eccessi, la sua cafoneria, autodistruzione, pazzia e piromania si concentrano in un personaggio che non diventa mai farsesco.

David O’ Russel abbandona i suoi piccoli eroi quotidiani che combattono per qualcosa su cui credono e si concentra sulle relazioni umane, sulle sfaccettature delle personalità, sulle verità sepolte tra le bugie. E ne emerge vincitore, con un film affascinante, mai noioso, che solo quando è finito ti lascia comprendere la forza dei suoi attori.

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