Labirinth è una storia fantastica alla vecchia maniera, con pupazzoni pelosi, espedienti semplici e la magia passa attraverso l’abilità degli interpreti e non attraverso effetti speciali miliardari.
Sarah è un’ adolescente arroccata al suo mondo infantile che non vuole lasciare e l’arrivo di un fratellino incrina maggiormente questo rapporto con se stessa. Così recita ad alta voce un giuramento chiedendo al Re dei Goblin di rapirlo, ma inaspettatamente il Re dei Gobin fa davvero quello che lei chiede facendo iniziare una fantastica avventura…

In un mondo incantato il Re dei goblin è niente di meno che un fantastico David Bowie e Sarah è interpretata da una giovanissimaJennifer Connelly. I mostri e gli abitanti fantastici del Labirino sono curati da Jim Henson stesso che ricordo essere l’inventore deiMuppets. Potete già capire l’incredibile qualità di questa pellicola che non è da considarsi un film per bambini. Labyrinth, infatti, si presta alla doppia lettura della maturazione di Sarah come adulta e la scoperta e l’accettazione della propria sensualità. Notiamo infatti nelle scene finali come ogni personaggio e oggetto del Labirinto sia contenuto nella stanza di Sarah tra quei giocattoli e poster da bambina che non vuol lasciare andare. Ad esempio un gioco da tavola a forma di labirinto, una statuetta di legno che rappresenta un gogol e un carillion con una ballerina che indossa lo stesso vestito che vestirà lei nella scena del ballo con re Jareth. Elemento più importante è un ritaglio di giornale che mostra la mamma di Sarah, un’attrice, con un partner del teatro con cui ebbe una relazione: quell’uomo è Davide Bowie per sottolineare come Sarah desideri essere corteggiata dall’uomo che desiderò sua madre.
Aldilà di queste considerazioni sulla trama e i suoi rimandi Labyrinth riesce a stupirci e affascinarci, fosse anche solo per David Bowie nella parte del cattivo re Jareth.

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