Giulia di Martino ha diciassette anni e corre come il vento. Prende una curva a 200 km/h e vuole vincere il campionato italiano GT. Vuole vincerlo perché il padre per cui è il nuovo talento ha investito tutto, ipotecando anche la casa, su di lei. Quando il padre muore, però, Giulia si ritrova sola a far fronte a sogni che sembrano stritolarla contro il gardrail e un fratello piccolo che non sorride mai. Ogni storia ha bisogno di un eroe pronto a capovolgere la situazione, ma cosa succede quando l’unico eroe rimasto disponibile è tuo fratello maggiore, tossicodipendente dallo sguardo sempre un po’ vuoto? Il mondo non è come le favole, non ci sono cavalieri senza macchia. La vita gli ha strappato i mantelli, gli ha scavato occhiaie come cerchi di sequoie e ha mandato le sue principesse a prostituirsi sulla Casalina.

Veloce come il vento mi ha fatto innamorare. Io, che non sono mai stato un grande amante di Stefano Accorsi ho dovuto ricredermi scena dopo scena osservandolo dare vita a un anti-eroe che brucia già nel Cinema italiano.  È un film al cardiopalma, pazzo e disperato, come la vita che non sembra mai doverci niente, neppure un sorriso. L’action si fonde al dramma in un risultato esplosivo e ad alta tensione.
La storia è solida, mai contaminata da buonismi, e l’adrenalina ci pervade come eroina seguendo personaggi fin troppo veri, fin troppo corrotti, fin troppo rovinati.  Seventeen il brano composto ed eseguito dalla giovane protagonista, Matilda De Angelis consuma il cuore:

so unsafe,
so unsafe.
You’ve only had a chance
To change the world around you.

Voto