Eilis Lacey è una ragazza irlandese. Deve lasciare la sua terra fatta di valli sterminate e profili di case familiari, per andare oltre il mare, in America. Lo deve fare per trovare lavoro, per un futuro migliore, eppure il timore le fa tremare le caviglie e il viaggio in nave non è dei migliori. Lo sguardo azzurro si perde nel porto degli Stati Uniti, seguendo l’imponente statua che difende la città, sollevando sulle teste dei migranti la fiaccola della libertà e della speranza. Varcata la soglia blu, sembra di entrare in un nuovo mondo, fatto di moda, strade larghissime e un ragazzo italiano per cui vale la pena imparare a mangiare gli spaghetti. La nostalgia e la speranza s’avvinghiano e lottano nel cuore palpitante di Eilis il cui accento e nome ogni volta ci ricordano da dove viene, mentre i nuovi termini ci dicono dove sta andando.

Brooklyn è una storia d’amore. Una magnifica storia d’amore come non ne vedevamo da tempo: amore per un uomo, amore per le proprie radici e amore per la vita. In colori pastello prende forma una favola mai stucchevole, anzi pregna di tantissime riflessioni su un aspetto dell’immigrazione. Anche in piccole inquadrature, come una porta che si apre e lascia entrare la luce, Crowley descrive con piena comprensione lo stato d’animo dei viaggiatori migranti. Ci emoziona, se possibile a ogni scena, conducendoci nel cuore pulsante della storia e dei suoi personaggi. Ed è proprio attraverso i due amanti rivali, l’italiano Antonio e l’irlandese Jim che si traduce la guerra interiore di Eilis, tra l’amato vento freddo dell’Irlanda e la calda spensieratezza degli Stati Uniti. Le spiagge affollate e alla moda dove fa un pic nic con Antonio e il mare freddo con la spiaggia selvaggia e vuota dove s’immerge con Jim.
Saoirse Ronan ci regala un’interpretazione matura, e noi ci perdiamo in quei suoi occhi sottili e luminosi in cui tutti, almeno una volta, ci siamo riflessi. La paura del nuovo, la nostalgia di casa, la perdita e l’amore. Ci meritiamo un futuro migliore? Anche a costo di abbandonare chi amiamo? L’amore poi, in questo film è verissimo. Come un bacio tremulo di chi non sa ancora d’amare.

 

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